Le bioenergie sono già oggi e saranno sempre
di più, parte integrante nella lotta alla riduzione
delle emissioni di gas a effetto serra e delle
polveri sottili. Un numero crescente di paesi,
tra cui l'Unione Europea, ne sta attivamente
sostenendo la crescita perché sono l'unica
alternativa concreta ai combustibili fossili
nel campo dei trasporti stradali e possono
giocare un ruolo importante anche nel settore
della produzione di energia.

Il Gruppo Falck ha iniziato lo sviluppo di questo settore di attività alla fine del 2006 con l'intenzione di posizionarsi sull'intera catena del valore sul mercato B2B. In particolare, le fasi produttive "upstream", cioè di produzione di materie prime agricole, sono quelle ritenute di maggior interesse e su cui quindi si concentra lo sforzo dell'Azienda.

In questo settore si inserisce la Business Unit BioFuels, che è attiva in diversi paesi con progetti agricolo-industriali di grande respiro, per i quali è da sottolineare non solo la valenza economica ma anche quella socio-ambientale: dalla creazione di opportunità di lavoro qualificato, al miglioramento dell'ambiente e delle condizioni di vita in zone altrimenti poco sviluppate, ad iniziative locali di carattere più strettamente sociale.

In Ucraina è già operativo un progetto di produzione di materie prime agricole, quali olio di colza, olio di soia, frumento; nel 2007 sono stati seminati i primi 10.000 ettari e la produzione crescerà rapidamente fino a coprire una estensione di almeno 150.000 ettari.

In India è in avvio il primo di una serie di impianti di produzione di bioetanolo da melassa (prodotto di scarto della produzione di zucchero da canna). L'India è infatti, dopo il Brasile, il maggior produttore di canna da zucchero e rappresenta un importante mercato di sbocco per il bioetanolo, essendo già attivo un obbligo di miscela del 5% di etanolo nella benzina ("mandato E5"), che da ottobre sarà aumentato al 10%. L'obiettivo, a regime, è di produrre oltre 100.000 tonnellate di bioetanolo all'anno.

In Laos è in corso già dal 2006, su terreni marginali e non destinati alla coltivazione di prodotti per l'alimentazione, lo sviluppo di piantagioni di "jatropha", pianta pluriennale da cui si ricava un olio non commestibile ma con caratteristiche molto adatte alla produzione di biodiesel o per un utilizzo come combustibile per la produzione diretta di energia.

In Malesia è in corso di sviluppo una attività di produzione e commercializzazione di olio di palma.