Nel 1833, Georges
Henri Falck, un ingegnere alsaziano esperto di siderurgia, fu chiamato a
dirigere la Ferriera di Dongo di proprietà della famiglia Rubini.
Nel 1906 Giorgio Enrico Falck, nipote di Georges Henri, fondò la
Società Anonima Acciaierie e Ferriere Lombarde e spostò
l’attività imprenditoriale a Sesto San Giovanni, alle porte di
Milano: una posizione strategica per il facile approvvigionamento di rottame,
le abbondanti fonti d’acqua e il nodo ferroviario dove giungeva il
carbone tedesco.
Tra il 1906 e il 1935, la Società sviluppò una fitta catena di
nuovi stabilimenti per la produzione dell’acciaio e, fra le prime in
Italia, costruì impianti per la produzione di energia idroelettrica,
necessaria all’attività siderurgica.
Dopo la II Guerra Mondiale, la rinascita sostenuta dal Piano Marshall, permise
alla Falck, ormai alla quarta generazione di imprenditori, di avviare una nuova
stagione di crescita. Nel 1963 l’impresa contava 16.000 dipendenti e fu
quotata alla Borsa di Milano. Nel 1971, Falck era il maggiore produttore
siderurgico privato in Italia.
Tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90, l’industria siderurgica in
Italia – come in tutti i Paesi industrializzati – attraversò
una crisi strutturale e cessò gradualmente di essere un settore
strategico.
I Falck decisero così di adottare ancora una volta un approccio
innovativo e sostenibile. Con Sondel, la controllata che si occupava della
produzione di energia idroelettrica, il Gruppo spostò gradualmente il
baricentro delle proprie attività dall’acciaio al mondo
dell’energia da fonti rinnovabili e pulite.
Il decennio 1990-2000 vide un notevole sviluppo di Sondel, che –
attraverso la realizzazione di un impegnativo programma di costruzione di
centrali di cogenerazione a ciclo combinato alimentate a gas naturale –
divenne uno dei principali attori nazionali privati in un mercato strategico,
come quello dell’energia.
Dal 2000 a oggi la produzione di energia da fonti rinnovabili è divenuta
l’attività principale del Gruppo.
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