Fin dal 1946 le AFL Falck organizzavano per i figli dei propri dipendenti colonie climatiche estive e invernali, pensando davvero a tutto: viaggio, costumi, divise, assistenza e mantenimento.
Ogni anno i bambini dai tre anni in su, giudicati dal personale medico fisicamente idonei alla partecipazione, partivano, zainetto in spalla, alla volta di diverse località marine, montane e lacuali, tra cui Riccione, Loita di Beveno, Piazzatorre, Bordighera e Passo Penice. Per avere un’idea dell’alta partecipazione alle colonie basti pensare che nella sola stagione estiva 1951 parteciparono 2.326 bambini e ragazzi, mentre l’anno successivo il numero dei partecipanti arrivò a quota 2.694.
Gli organizzatori delle colonie avevano a cuore specialmente l’aspetto sanitario e di benessere fisico e psichico dei piccoli: nella metà degli anni Cinquanta venne istituito dal Servizio sanitario aziendale il “Libretto sanitario infantile” per tenere traccia delle condizioni mediche dei piccoli ospiti delle colonie.
La vita quotidiana delle colonie era armonicamente organizzata in una sequenza preordinata di attività destinate alla cura fisica dei bimbi, allo svago e al riposo: venivano organizzati giochi, attività ginniche, di canto, lettura, disegno, lavoro manuale e momenti al cinematografo.
A Dongo e Vobarno la Società organizzava annualmente, in più turni, colonie elioterapiche della durata di un mese, senza pernottamento, per i figli dei dipendenti degli stabilimenti locali che non avessero beneficiato delle altre colonie. Anche loro godevano della massima cura e assistenza: ospitati in locali ampi e confortevoli potevano dedicarsi a momenti di gioco alternati a passeggiate ed escursioni.